19 Lug 2022

Meditare di fronte ai quadri di Hermann Nitsch

Hermann Nitsch è morto il 18 aprile 2022, il giorno dell’inaugurazione a Venezia della sua mostra 20th Painting Action presso Oficine 800, per la prima volta in Italia, dalla collezione privata di Helmut Essl. Non una mostra ma un’azione, presentata per la Wiener Secession del 1987. Hermann Nitsch è morto, eppure ci sono cose che vivono per sempre pur essendo morte. Nitsch è entrato a far parte degli eterni. Sono riuscita a vedere la sua

22 Apr 2022

Leggi il capitolo nove de Il pensiero tibetano su L’Indiscreto

  Imparare a morire dal pensiero tibetano   "In Tibet il pensiero della morte è ancora molto presente, come si nota dalle infinite rappresentazioni di teschi e scheletri nei monasteri, mentre noi lo abbiamo reso qualcosa di cui vergognarci, da nascondere e ritardare il più possibile. Secondo Ariès, è proprio la continua negazione dell’ineluttabilità del trapasso a essere causa delle nostre nevrosi, del nostro malessere esistenziale e della nostra infelicità. La crisi dell’individuo moderno sembra

22 Apr 2022

Il pensiero tibetano su Rai Radio 3

  Su Rai Radio 3 si è parlato a lungo de Il Pensiero Tibetano di Dejanira Bada, nel programma Pagina 3.   Per chi si fosse perso il passaggio in radio, è possibile ascoltare l'estratto su Rai Play Sound (minuto -9,40).   Tratto dall’articolo per L’Indiscreto: imparare a morire dal pensiero tibetano.   Puntata:   Credere alle bugie   Oggi indaghiamo come le bugie alterino il pensiero, la geopolitica, la memoria: la guerra e le

24 Gen 2022

La consapevolezza come antidoto al nichilismo

  E se la vera natura delle cose fosse davvero il nulla? Però il nulla è già qualcosa. E se fosse nulla assoluto? Vacuità?   L’essere umano combatte da sempre contro questo non sapere, contro questo nulla inaccettabile, contro la sua stessa coscienza, questa psiche che non si riesce a trovare, a capire, che non si sa cosa sia ma che ci rende consapevoli non solo di essere vivi ma anche di dover morire, a

17 Dic 2020

Yoga e kleśa. Cosa ci insegna lo yoga sul come rimuovere la sofferenza

  "La mente è l'artefice principale della nostra felicità e della nostra sofferenza. E questa è una buona notizia perché possiamo trasformarla."     Un giorno ho riconosciuto in me l'emozione della rabbia.   Noi non siamo la nostra rabbia, è bene capirlo.   Ho riconosciuto la rabbia, l'ho sentita crescere, e mi sono accorta che stava aumentando da molto tempo.   In preda a questa rabbia scrissi un articolo che è diventato virale nel

2 Lug 2020

Gli ostacoli della mente che ci impediscono di tornare alla normalità

Di: Dejanira Bada   I 5 ostacoli alla meditazione sono qualcosa che i praticanti conoscono bene, e sono: desiderio – agitazione – pigrizia – dubbio – avversione. Credo che questi ostacoli si prestino bene anche per spiegare cosa impedisca a molte persone di tornare alla normalità dopo l’emergenza legata al Coronavirus. Il desiderio o attaccamento come volontà di rimanere chiusi in casa per sentirsi al sicuro, per evitare contatti con altre persone ma soprattutto per

16 Dic 2019

Questo non è un paese per deboli. L’uomo per cercare il divino è disposto a tutto- viaggio tra Nepal e Tibet, il luna park cinese della spiritualità

  Di: Dejanira Bada   “Il lato chiaro”   Cosa cerca l’essere umano? Un significato o un modo per sentirsi immortale? Di cosa ha bisogno un uomo? Di stare seduto a gambe incrociate in un ruscello gelido, tremando come un ossesso, cantando, invocando Dio per farlo entrare in sé? È di questo che abbiamo bisogno? E per fare cosa? Per capire qual è la verità? Chi ha la verità? Dove sta la verità? Perché abbiamo

24 Nov 2019

L’artista occidentale è come il monaco tibetano, entrambi intuiscono che forse c’è una realtà ultima, ma che è inspiegabile

  Di: Dejanira Bada   Einstein non riuscì mai ad accettare che "Dio giocasse a dadi", ma pare proprio che invece sia così, e che addirittura, come disse Stephen Hawking, "Non solo Dio gioca a dadi, ma a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere."   Niels Bohr, invece, rispose a Einstein di "smettere di dire a Dio cosa deve fare con i suoi dadi".    Richard Feynman fu più breve e