Venerdì 12 novembre alle 17,30, a Cremona, presso la libreria del Convegno, Corso Campi 72, Dejanira incontrerà i lettori per presentare “Il pensiero tibetano”, Giunti editore, già numero 3 nella classifica di Amazon nella sezione buddhismo.

 

Presto si terrà una presentazione anche a Milano!

 

Acquistalo subito qui o in tutte le librerie, in formato cartaceo o eBook.

 

In arrivo anche l’audiolibro su Storytel!

 

 

In Tibet shiné è la pratica del “calmo dimorare” nonché il nome di un famoso dipinto di un monaco
nell’atto di inseguire un elefante nero, ovvero la sua mente.

L’inseguimento consta di nove stadi, che lo condurranno infine alla meditazione lhakthong, la pratica della visione profonda
o analitica che ha inizio con il decimo e undicesimo stadio e che gli consentirà di raggiungere l’illuminazione.
Ci muoviamo nel testo seguendo tale sentiero. A piccoli passi sul tetto del mondo.
Che cosa ci rimane del Tibet dopo il cammino? Di cosa possiamo fare tesoro?

I racconti di viaggio di Dejanira in Tibet, Nepal, India. Gli anni di studio, di pratica e d’insegnamento della mindfulness,
un’attitudine che s’impara a coltivare attraverso pratiche completamente laiche
che hanno preso ispirazione da vari tipi di meditazione orientale.

La mindfulness deve molto all’India, al Giappone e al Tibet.
Anche il biologo Jon Kabat-Zinn, fondatore del movimento mindfulness,
iniziò praticando yoga, zazen e meditazione vipassanā.

Alla fine di ogni capitolo sono presenti degli esercizi di meditazione.
Conosceremo Milarepa, Il libro tibetano dei morti, gli ostacoli che s’incontrano lungo il cammino,
i benefici e il lato oscuro della pratica.

Scopriremo il rapporto sempre più stretto tra scienza occidentale e discipline orientali.
Affronteremo il tabù della morte. Inoltre, nell’appendice, ben tre interviste:
un dialogo tra una monaca, una psicologa e un neurologo, in stile Daniel Goleman e Dalai Lama.

 

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