Non dobbiamo sorridere sempre

 

Certi giorni ricordiamoci che non dobbiamo sorridere sempre.

 

So che la nostra società sembra imporlo. Si mettono foto sui social in cui si è sempre sorridenti, felici, belli, quasi perfetti.

 

Eppure quella che vediamo sui social spesso non è la vita vera. Molti nascondono un grande disagio e tanta tristezza dietro ai sorrisi.

 

Succede anche con persone a noi vicine, con amici, familiari, parenti. Li incontriamo, ci dicono che stanno bene, sorridono e si continua la conversazione.

 

Noi facciamo lo stesso. Molte volte nascondiamo come ci sentiamo veramente e quando incontriamo qualcuno sorridiano, diciamo che va tutto bene, e avanti così.

 

Eppure non dobbiamo sorridere sempre, non è un obbligo.

 

Ovvio, con persone che non conosciamo bene e con cui non siamo in confidenza non dobbiamo certo dire come ci sentiamo nel profondo.

 

A volte anche al lavoro bisogna fingere, mandar giù qualche rospo e tirare fuori un bel falso sorriso.

 

IMPARIAMO AD APRIRCI

 

Però almeno con noi stessi e con le persone di cui sappiamo di poterci fidare, proviamo a non fingere.

 

Proviamo a fermarci, ad ascoltarci, a capire come ci sentiamo davvero e a dircelo.

 

Proviamo a dirlo anche alle persone a noi più vicine.

 

Possiamo parlare e aprirci con chi amiamo, con i nostri amici, mariti, madri o padri, per chi ha la fortuna di avere un buon rapporto con i genitori.

 

Non fingiamo. Non teniamo tutto dentro. Se per qualche giorno non ci va di sorridere non spaventiamoci, non giudichiamoci, non scusiamoci, non c’è nulla di sbagliato.

 

Se abbiamo una giornata no, stiamo in quella condizione, viviamo quella giornata con consapevolezza.

 

Osserviamo cosa accade della nostra mente e nel nostro corpo quando siamo giù.

 

Certo, se la situazione dovesse protrarsi a lungo, per settimane e mesi, e se notiamo che i pensieri iniziano a essere catastrofici e sempre più deprimenti, magari sarà il caso di parlare con uno psicologo.

 

NON DOBBIAMO SORRIDERE SEMPRE

 

In questo articolo però, non stiamo parlando di problemi di depressione ma della possibilità di essere anche imperfetti, di aver voglio di piangere, di stare da soli, di ascoltare anche il proprio disagio. Di essere se stessi.

 

Non guardiamo cosa fanno gli altri, non basiamoci sulle foto che le persone postano per sembrare perfette e felici. Spesso l’apparenza inganna.

 

Impariamo a guardarci dentro, a pensare alla nostra vita, alla nostra situazione, per capire quanto ne abbiamo consapevolezza.

 

Fermiamoci qualche istante a respirare, a sentire le emozioni, le sensazioni del corpo. Diamo attenzione ai pensieri.

 

Portiamo attenzione al nostro viso e notiamo se è teso, se ha un espressione triste, arrabbiata oppure rilasssata.

 

Proviamo ad accennare un sorriso e a vedere se i muscoli della faccia si rilassano, se cambia qualcosa anche nel nostro umore.  Poi torniamo a quello che stavamo facendo.

 

Se durante la giornata perderemo quel sorriso, non ha nessuna importanza. La sera fermiamoci di nuovo e notiamo come ci sentiamo, qual è la nostra esperienza in quel momento.

 

Va bene così, qualunque cosa si presenti nel panorama della consapevolezza.

 

Andiamo a letto ricordandoci che non dobbiamo sorridere sempre ma che magari il giorno dopo inaspettatamente avremo voglia di farlo!

 

Ogni giorno è diverso. Ogni giorno ci si può sentire in modo differente, e cambiare umore più volte anche nel corso di una stessa giornata.

 

Amiamoci e accettiamoci per quello che siamo e sentiamo, anche quando non ci va di sorridere.

 

 

 

Di Dejanira Bada

 

 

 

 

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