Lo yoga e la mindfulness insegnano a non fuggire dalle difficoltà

 

Lo yoga e la mindfulness insegnano a non fuggire dalle difficoltà. È questo che s’impara dopo un po’ che si pratica.

 

Sono cambiate molte cose da quando insegno yoga e mindfulness. Il mio percorso ha avuto alti e bassi, come quello di tutti.

 

Ci sono stati momenti belli e momenti brutti, ma ogni istante mi ha permesso d’imparare qualcosa di fondamentale non solo per la pratica ma per la vita.

 

LO YOGA E LA MINDFULNESS INSEGNANO A NON FUGGIRE DALLE DIFFICOLTA’

 

Durante la meditazione impariamo a conoscere molti ostacoli, tra cui l’avversione, l’agitazione, il dubbio, il desiderio, la pigrizia.

 

Ostacoli che s’incontrano anche durante lo yoga, una disciplina fisica oltre che mentale, capace di farci conoscere in modo approfondito ogni parte del nostro corpo.

 

Durante alcuni āsana può capitare d’incontrare delle difficoltà, ma l’importante è ascoltare cosa accade al corpo, non superare i propri limiti, imparare ad accettarli.

 

La mente, durante le posizioni più complicate, potrebbe iniziare ad agitarsi, a chiedersi che ci fa il corpo a testa in giù o contorto in qualche torsione.

 

Noi osserviamo, ascoltiamo, accettiamo tutto, non dobbiamo negare le difficoltà.

 

Quando la mente si sente ascoltata, quando l’agitazione viene accolta, avviene subito un cambiamento.

 

Se impariamo a rassicurare la mente, anche il corpo si rilasserà.

 

Quando sentiamo un dolore o un fastidio, osserviamo di cosa si tratta, vediamo se riusciamo a resistere per la durata di qualche respiro.

 

Se la situazione migliora, rimaniamo, diventiamo testimoni del cambiamento.

 

Se invece il dolore persiste o è eccessivo, non dobbiamo forzare, vuol dire che il nostro corpo ci sta mandando un messaggio e dobbiamo ascoltarlo.

 

In questo caso alleggeriamo la tensione, torniamo indietro, accettiamo i nostri limiti.

 

Impariamo a essere gentili con noi stessi, sia con la mente che con il corpo.

IL RESPIRO

 

Il segnale che qualcosa non va sta sempre nel respiro: se durante una posizione è calmo e rilassato, allora va tutto bene, se inizia a essere agitato e affannoso, c’è qualcosa che non va, stiamo esagerando.

 

Ricordiamoci sempre che lo yoga non è ginnastica, non è performance.

 

Possiamo provare qualche posizione azzardata, ma l’obiettivo non è riuscire a praticarla a ogni costo.

 

L’unica cosa importante è l’armonia tra mente e corpo.

 

AFFRONTARE LE DIFFICOLTA’

 

La pratica è come la vita. Durante le sessioni di yoga e di meditazione incontreremo dei momenti ardui che ci faranno venire voglia di mollare.

 

Non arrendiamoci, familiarizziamo con la fatica, con le nostre paure, con il dolore.

 

Restiamo, e vediamo cosa succede. Potremmo scoprire che spesso le asperità passano: hanno una nascita, una durata e una fine, proprio come i pensieri.

 

Altre difficoltà saranno più persistenti, altre non se ne andranno, ma potremmo cambiare il nostro rapporto con loro.

 

La mindfulness è nata proprio per aiutare le persone a gestire il dolore, non per cancellarlo, ma per imparare a conviverci in modo diverso, saggio, sopportabile, accettabile.

 

Continuando a praticare s’impara che spesso non sono il dolore, la sofferenza, l’ansia, la paura o l’agitazione a rendere problematica la sessione di yoga o mindfulness.

 

È la mente il vero peso! Sono i pensieri a peggiorare la situazione, non il formicolio, il cuore che batte più forte del normale o l’inquietudine in sé.

 

Tutte le cose “negative” che incontriamo durante la pratica fanno parte di noi e vanno accolte e accettate, non rinnegate.

 

Lo yoga e la mindfulness insegnano a non fuggire dalle difficoltà e possono aiutarci a conoscere nel profondo mente e corpo.

 

Il segreto è imparare a gestire i pensieri, vera causa d’infinite sofferenze.

 

 

Di Dejanira Bada

 

Nella foto Dejanira Bada durante una sessione di yoga

 

 

 

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