Portiamo il respiro nella vita

 

 

Purtroppo crediamo che la pratica e la vita siano separate. Ci alziamo dal cuscino o finiamo la sessione di Mindful Yoga o Body Scan e chiudiamo tutto.

 

Torniamo alla vita quotidiana.

 

Il problema è che ci dimentichiamo anche del respiro, quello stesso respiro su cui per dieci, quindici, venti minuti abbiamo provato a tenere tutta la nostra attenzione, e magari ci siamo anche riusciti, ma poi?

 

Per me la pratica è diventata vita quando ho iniziato a notare il respiro durante ogni momento della giornata e non solo quando ero “seduta a meditare”.

 

Troppo spesso invece ci dimentichiamo per tutto il giorno di respirare, o meglio, respiriamo comunque, ovvio, ma non ne siamo consapevoli, non siamo svegli, presenti.

 

Ci dimentichiamo del respiro e quindi di vivere.

 

Noi ci rinnoviamo ogni istante, ogni volta che ci fermiamo a respirare.

 

SOTTO LA SUPERFICIE

 

Al di sotto dell’ansia, in profondità, c’è sempre la calma che cerchiamo.

 

Quel silenzio tra due onde, la calma dopo la tempesta, l’occhio del ciclone.

 

Vaghiamo, viaggiamo, cerchiamo, esploriamo, per poi scoprire che tutto è sempre stato qui, in noi, in profondità.

 

“Ovunque tu sia si chiama qui”

David Wagoner

 

La pace spesso è nascosta dal fragore dei pensieri, che ci illudono di non essere già a casa.

 

E sono loro a farci credere che la paura e l’ansia potranno vincere.

 

I pensieri, però, sono solo sulla superficie dell’acqua.

 

Per trovare la calma dobbiamo solo imparare a stare, a essere, senza fare, senza muoverci, senza scappare.

 

In una parola: respirare.

 

E quando il respiro ci sembra noioso, ci sembra inutile, come ha detto anche Jon Kabat-Zinn più volte, proviamo a tapparci le narici e a tenere la bocca chiusa; giusto per ricordarci che il respiro è tutto, il respiro è l’essenza della vita, indispensabile come l’acqua.

 

Impariamo a portare il respiro nella vita. Pratichiamo come se da questo dipendesse la nostra vita.

 

PORTIAMO IL RESPIRO NELLA VITA

 

Non dimentichiamoci mai del respiro, nemmeno durante le nostre attività quotidiane.

 

Il respiro ci accompagna dal momento in cui siamo nati e lo farà fino alla morte. Lui sì che starà con noi per sempre. È la prima cosa che abbiamo fatto in questo mondo e l’ultima che faremo.

 

Non saremo soli quando ce ne andremo. Con noi ci sarà il respiro.

 

Appena lo perdiamo di vista o ci troviamo sopraffatti dalle emozioni, torniamo al respiro.

 

Non basta stare con il respiro solo quando pratichiamo la meditazione formale.

 

La pratica è la vita.

 

Non perdiamolo mai di vista. Non perdiamoci di vista!

 

Solo così potremo imparare a gestire la rabbia, la paura, l’ansia, lo stress, i momenti difficili e terribili.

 

Non ricadiamo sempre in malsane abitudini che ci hanno già rovinato la vita abbastanza.

 

Respirare. Fermarsi. Respirare.

 

In una lunga onda che unisce la pratica formale e quella informale.

 

Con la pratica che diventa la vita e la vita che diventa la pratica; per la libertà di essere pienamente padroni della nostra mente e del nostro presente.

 

Portiamo il respiro nella vita!

 

 

 

Di: Dejanira Bada

 

 

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