Avete presente quella sensazione che da adolescenti vi faceva sentire immortali? Come se il tempo fosse dilatato, infinito, eterno? Da adolescenti si vive giorno per giorno; è una condizione naturale, perché il passato è troppo vicino e l’infanzia non è poi così interessante per un adolescente, mentre il futuro, l’età adulta, sembra una cosa troppo lontana cui pensare, che non ci riguarda, non ci interessa, e chissà quando e se arriverà.

 

La mindfulness non vi farà vivere fino a cent’anni, non vi farà guarire dalle malattie, inutile sperarci. La morte va accettata, come tutto il resto. La mindfulness però ha la capacità di ridestare in noi quella sensazione di estensione del tempo. Come ci riesce?

 

Insegnandoci a vivere il momento presente, condizione alquanto naturale da adolescenti, e che crescendo dimentichiamo molto presto. Rimanendo concentrati e consapevoli di quello che stiamo facendo in ogni momento, il tempo rallenta, “si allunga” e questo forse è dovuto soltanto alla sensazione di vivere più profondamente e intensamente. Magari dovremmo tutti recuperare quel sano modo di vivere che ci ha accompagnato durante l’adolescenza, quella curiosità, quella voglia di essere presenti, quella voglia di conoscere il mondo, quella fiducia nel futuro, senza la sensazione di avere un imperdonabile passato alle spalle, senza rimpianti. Forse la questione è la fiducia e l’apertura mentale.

 

Continua a leggere su Il Giornale OFF, articolo per la rubrica “Interna-Mente”

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