Testo e programma di Dejanira Bada

 

“[…] Riuscirà a rimettere luce interiore, occuperà lo spazio con sicurezza non ostentata, provocherà una repentina o prolungata vertigine temporale.

Constatata l’indissolubile appartenenza al momento e al luogo dove è nata, chiediamole solo quello che essa può darci. Nella sua lunga vita ha spesso sofferto coercizioni e soprusi e ha spesso faticato per salvarsi dalla monotonia della ripetizione. Nel recente passato ha fatto esperienze estreme: assorbe i succhi della pittura impressionista, la sua materia si contrae al punto di perdere spazio e forma. Patetica esistenza violentemente spezzata per venire innestata sul ferreo corpo delle composizioni cubiste. […]”.

 

Giancarlo Sangregorio, “Dove sta di casa la scultura?”, maggio 1979

 

 

 

C’è una pratica meditativa nella mindfulness che si chiama Meditazione della montagna.

 

È una pratica affascinante, che di solito si propone alla fine del Protocollo MBSR per la riduzione dello stress. In questa meditazione il praticante è invitato a visualizzare una montagna, la più bella, la sua preferita, una montagna che conosce o che non ha mai visto dal vivo. Gli viene chiesto di osservare com’è questa montagna e poi di interiorizzarla, di diventare la montagna mentre cambia durante le varie stagioni dell’anno, durante il giorno e la notte, quando c’è il sole o una tempesta, per notare che la montagna è sempre la stessa, e che sono soltanto le condizioni esterne a mutare.

 

Si è portati, così, a cogliere l’impermanenza di tutte le cose, dei momenti di sole e di pioggia, che vanno e vengono proprio come i nostri pensieri, che piacevoli o spiacevoli che siano, nascono, restano, e poi se ne vanno.

 

La scultura di Giancarlo Sangregorio si formava in qualche luogo, in un determinato momento, poi iniziava a esistere quasi di vita propria. Collocata all’aperto, in qualche piazza, in ogni luogo, la scultura resta comunque immobile e forte al cospetto degli eventi atmosferici, delle mode che cambiano, degli stili, ma è sempre lei, stabile, come una montagna.

 

Noi possiamo essere come la montagna, come una scultura di pietra, come la monumentalità della cattedrale di Monet, che nella tela come nella realtà rimane riconoscibile nella sua solidità anche quando è investita dalla luce cangiante, dal biancore delle nubi e piegata senza spezzarsi dal fragore delle avversità.

 

Possiamo imparare a farlo. Possiamo imparare a gestire i nostri pensieri, i momenti complicati, l’intera catastrofe, come la chiama Jon Kabat-Zinn, fondatore della mindfulness. Possiamo farlo, e per farlo basta trovare il coraggio di aprirsi alla consapevolezza, alla curiosità di vivere il momento presente, accettando quello che c’è nell’esatto istante in cui stiamo respirando, qui e ora. Per vivere una vita più sincera, libera, proprio come l’arte.

 

Ed è da questo desiderio di libertà che nasce “Mindfulness nell’arte alla Fondazione Sangregorio”, un connubio che permetterà al partecipante di assaporare l’affrancamento dalle afflizioni mentali grazie alla pratica di una meditazione totalmente laica e con un approccio scientifico, in un contesto esclusivo come è quello della Fondazione Sangregorio, in cui l’artista sembra ancora vivere e con un soffio dare vita alle sue opere.

 

La solennità dell’arte e della meditazione, nel silenzio attivo della consapevolezza.

 

 

 

PROGRAMMA

 

Dall’8 al 29 maggio 2021

4 giornate della durata di due ore

Il sabato dalle 16,00 alle 18,00

 

 

 

Temi:

 

prima giornata: Accettiamo la fragilità

 

seconda giornata: Lasciar andare

 

terza giornata: Come una montagna, come una scultura

 

quarta giornata: “Itinerario nel vuoto”, itinerario verso la libertà

 

 

 

Numero minimo di partecipanti: 5

 

 

 

Materiale necessario durante gli incontri da portare da casa: un tappetino, un cuscino, una coperta, calzini.

 

 

Scrivici per informazioni e prenotazioni: dejanira@mindfulnesswave.com

 

 

“La scultura deve esprimere l’esistenza umana nella sua vulnerabilità, fragilità ed inesplicabilità.”

 

Giancarlo Sangregorio

 

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