MindfulnessWave ha incontrato Donatella D’Agostino, specializzata in Biodinamica Craniosacrale da più di dieci anni, disciplina che ha deciso di unire alla mindfulness.

 

Che cos’è la Biodinamica Craniosacrale? Non lo sapevamo neanche noi, ma grazie a questa intervista ci siamo chiariti un po’ le idee. Leggetela anche voi, perché la mindfulness può prestarsi a molte attività legate alla nostra salute mentale e fisica.

 

Scopriamo di cosa si tratta!

 

 

Come ti sei avvicinata alla mindfulness e perché?

 

Mi sono avvicinata alla Mindfulness per puro caso, ero molto scettica e curiosa di capirne di più. Così ho iniziato a documentarmi, a leggere libri, articoli, sperimentando anche le varie pratiche. Poi ho iniziato a comprendere che questa disciplina mi faceva stare meglio e ho voluto proporla anche agli altri, per permettere a tutti di riappropriarsi di un dialogo più sano tra corpo e mente.

 

Cos’è per te la meditazione?

 

Per me è come tornare a casa e immergersi nei suoi colori, ombre, odori, emozioni, sensazioni e dialoghi.

 

Cos’è la Biodinamica Craniosacrale e per cosa può essere utile?

 

Quando parliamo di Craniosacrale, e in particolare di Biodinamica Craniosacrale, parliamo di corpo. Un corpo vivo, permeato di spirito, il corpo che impariamo ad ascoltare.

La Biodinamica Craniosacrale è una disciplina in continua evoluzione, spesso viene chiamata l’Arte dell’Ascolto, in questo caso non è un “Ascolto uditivo” ma è qualcosa di più profondo, di percettivo. È la possibilità di entrare in contatto con le proprie risorse vitali, che ognuno di noi ha; nasciamo con queste risorse vitali ma nell’arco della vita ce ne allontaniamo per svariati motivi: stress, vita frenetica, fardelli e traumi.

È utile se si vuole rientrare in contatto con sè stessi, con le proprie risorse, trovando un dialogo più autentico con il mondo e le persone con cui interagiamo quotidianamente. È utile in svariati ambiti: da quello fisico allo psico-emozionale. Bisogna capire insieme alla persona che viene a fare i trattamenti (che non sono manipolativi, ci tengo a precisare) che tipo di percorso vuole intraprendere ma anche cosa questo lavoro può far emergere.

 

Viviamo tempi difficili, in che modo queste pratiche possono esserci di aiuto e conforto?

 

Sì, sono tempi difficili, anzi, oserei dire difficilissimi. Proprio per questo sia la Mindfulness che la Biodinamica Craniosacrale (ma come altre discipline) possono aiutare a non sentirci frammentati, ad avere una propriocezione, un Ascolto più autentico, e questo va sempre fatto con un professionista serio. Spesso le persone quando domando: Come ti senti in questo momento? Dove lo senti? Non sanno rispondere. Ed è normale, perché non siamo abituati a percepire noi stessi, siamo scissi tra corpo e mente. Ed è qui che possono essere utili la Mindfulness e la Biodinamica Craniosacrale, perché sono pratiche che ci fanno tornare a casa, trovare conforto e aiuto, sostegno, benevolenza per noi istessi.

 

Il tuo rapporto con te stessa e la pratica?

 

Questa è una domanda Mindful, perché mentre sto rispondendo cerco di “centrarmi”. Direi che è un rapporto quotidiano, a volte soddisfacente altre volte meno, ma ho imparato a non categorizzare la mia pratica, a non essere “giudicante”. C’è quel che c’è, come nella Biodinamica Craniosacrale, e si sta con quel che c’è.

 

Molti credono che queste pratiche abbiano a che fare con “strane cose mistiche o new age”, cosa diresti alle persone che la pensano così?

 

Credo ci sia molta confusione in merito a questi argomenti. E la chiarezza è fondamentale. Consiglierei di leggere, documentarsi, e di provare sia la Mindfulness che la BDC per capire se queste discipline sono utili per se stessi.

Il mondo è pieno di ciarlatani in ogni settore e quindi va trovato un buon professionista.

Spesso mi capita che qualcuno -per esempio dopo una seduta di Craniosacrale- mi chieda: Cosa hai sentito? Inizialmente ci rimanevo male e mi arrabbiavo moltissimo, ora rispondo: Cosa hai sentito tu? Cosa senti nel corpo in questo momento?

Oppure mi è stato chiesto se sento le malattie. A volte rimango basita. Ma dopo spiego che non sento nessuna malattia e che il mio lavoro è fatto di grande passione e di studi psicopedagogici, fisiologici, embriologici, anatomici, di studi sulle neuroscienze. Per fortuna poi le persone comprendono e anzi, si fidano maggiormente.

La Mindfulness e la BDC non hanno nulla a che fare con la New Age, con misticismi vari. Ho addirittura sentito che la Mindfulness è un puro prodotto “markettaro”, e questo mi duole, perchè non lo trovo affatto coerente con l’approccio Mindful.

 

Qual è la qualità che manca più di tutte alle persone nella nostra società contemporanea e cosa si potrebbe fare per porvi rimedio?

 

L ’Ascolto, intendo il vero Ascolto, di sè e degli altri.

Non ho soluzioni definitive ma spesso ho pensato che la consapevolezza fa la differenza. Potrebbe essere un rimedio ma non basta solo questo.

 

Tre parole per gestire lo stress con maggiore saggezza e consapevolezza?

 

Respiro

Ascolto

Benevolenza (soprattutto verso noi stessi, a volte ci dimentichiamo di esistere).

Fermarsi qualche momento, basta davvero poco.

 

Un consiglio per chi vorrebbe iniziare a praticare la mindfulness?

 

Se è proprio a digiuno consiglio di leggere qualche libro di Jon Kabat-Zinn, Thich Nath Hanh, Nicoletta Cinotti, Carolina Traverso, e proporrei di partecipare a un protocollo MBSR – Mindful Based Stress Reduction.

 

Citazioni preferite?

 

“Smile , Breathe and go Slowly” – Thich Nath Hanh

“Conosci l’anatomia e la fisiologia, e quando contatti il corpo della persona, non dimenticare che è la casa vivente della sua anima” (Dr. A.T. Still)

“Il Silenzio è cosa viva” – Chandra Livia Candiani

 

 

 

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