Di: Dejanira Bada

 

Un giorno ho ricevuto una mail da un ragazzo di diciannove anni che aveva deciso di rivolgersi a me per un grave problema di ansia e attacchi di panico. Voleva iniziare a praticare yoga e non sapeva bene che tipo di corso scegliere nella sua città.

 

In un primo momento gli ho risposto di rivolgersi a insegnanti che praticano un tipo di yoga non dinamico e molto meditativo. Mi ha anche chiesto se ci fossero delle App da scaricare per seguire dei corsi. Gli ho risposto che poteva cercare dei video sulla meditazione e il training autogeno, ma che sarebbe stato meglio incontrare qualcuno di persona. 

 

Poi gli ho suggerito che forse avrebbe dovuto vedere anche uno psicologo perché in certi casi lo yoga e la meditazione potrebbero non bastare. 

 

Lui mi ha risposto che era già in cura da uno psicologo.

 

Mi sono sentita in dovere di consigliare un professionista perché non bisogna mai peccare di superbia. 

 

Quanto ne sappiamo dei disturbi legati all’ansia, alla depressione e agli attacchi di panico? Non bisognerebbe mai prendere il posto dei medici. Poi certo, bisogna fare una lunga ricerca anche in quest’ambito per non finire nelle mani sbagliate. Ci sono dottori che è sempre meglio evitare, bisogna saperli riconoscere, devono essere persone fidate e preparate.

 

PSICOTERAPUTI E MEDITAZIONE

 

Ho letto di alcuni casi in cui la meditazione ha arrecato più danni che benefici. 

 

La meditazione, come ben sappiamo, scava a fondo nell’inconscio, ma se nell’inconscio di un nostro allievo ci sono traumi e problemi seri irrisolti, come possiamo essere in grado di affrontarli? Dicendogli “continua a meditare” e nient’altro? Pensate davvero che sia così facile? 

 

Ci sono persone che hanno provato gravi stati di dissociazione dopo lunghi periodi di meditazione, e che alla fine sono dovuti andare dallo psicologo non soltanto per risolvere i loro traumi e le loro patologie originali ma anche per recuperare il contatto con la realtà. 

 

Non è detto che tutti si sentano bene dopo aver meditato. Ho avuto allievi che a fine lezione sono scoppiati a piangere.

 

Bisogna essere pronti a tutto, anche a consigliare un analista. 

 

Molti psicologi stanno introducendo pratiche di mindfullness durante le loro sedute. Hanno capito quanto sia importante la meditazione: ormai è scienza. È quindi possibile una convivenza tra meditazione e psicoterapia, ma in alcuni casi potrebbe non bastare soltanto la meditazione. 

 

La psicologia non deve essere presentata come un nemico, come una cosa di cui si può fare a meno perché tanto ora ci sono lo yoga o la mindfulness che vanno tanto di moda e che sembrano poter curare qualsiasi cosa. Per alcuni meditare si rivelerà rilassante e utile, in altri potrebbe risvegliare demoni nascosti che non sapevano neanche di avere, ed è bene che queste persone vengano poi seguite anche da persone esperte. 

 

Non possiamo sapere che tipo di persone abbiamo di fronte, se hanno patologie psichiatriche o se magari sono semplicemente più sensibili di altre. 

 

La meditazione è un mezzo potente per la comprensione di sé e del mondo. 

 

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